
Eccoci alla seconda ricetta che condividiamo sul blog. Questa volta entriamo nel mondo americano con uno stile che ormai può essere considerato quasi démodé, ma che ha ricoperto un ruolo essenziale nel mondo della craft beer americana: le american strong ale. È uno stile con cui ormai si ha poco a che fare oltre agli esemplari più classici, su tutti spicca la Arrogant Bastard di Stone.
Personalmente non le trovo birre per strapparsi i capelli, mi sembrano sempre a metà strada tra delle American Amber Ale e delle Double IPA, e se anche le prime ormai sono passate di moda le seconde regalano delle vere e proprie perle per complessità e allo stesso tempo estrema semplicità nella bevuta, c’è da dire che quando se ne trovano in giro di fatte bene sono assolutamente godibili
Questa non era una birra che avevamo intenzione di brassare: avevamo un bel po’ di malto da smaltire e dei luppoli americani che ci avanzavano e abbiamo pensato di provare ad approcciare lo stile, quindi la ricetta non è perfetta e neanche la birra lo è, ma è godibile a parte qualche difetto di ricetta.
Nella mia idea di American Strong Ale la birra gioca su una buona base maltata, un grado alcolico medio alto un amaro ben presente per non rendere stucchevole la buona dose di malti crystal, e una generosa luppolatura in aroma e dry hop con luppoli americani e chiare note resinose e agrumate.
La birra ha un aspetto stupendo, è di un rosso ramato splendido con una schiuma fine e una limpidezza che prima d’ora avevamo avuto poche volte merito del protein rest e il cool crash, è probabilmente quella che si presenta meglio tra le nostre produzioni. Ha un naso un po’ scarico con chiare note che ricordano gli aghi di pino e gli agrumi, un po’ grezzo oltre ad essere un po’ spento, i luppoli erano sicuramente vecchiotti, ma sarebbe da pensare meglio per fragranze più vive e interessanti. Inoltre ha un amaro un po’ troppo tagliente, forse alzare i cloruri per dare un po’ più di pienezza al corpo o abbassare gli ibu possono essere una buona soluzione.
Per il resto la birra è molto godibile, come accennato prima la parte maltata è presente ha delle chiare note di biscotto e leggere note di miele, nocciola e caramello, non è stucchevole ma è molto ricca quindi mi sembra che vada bene così.
La ricetta in sé mi sembra molto classica per lo stile, ho notato che quelle che si trovano su internet si assomigliano tutte un po’. In futuro userei il Maris Otter come unico malto base.
Per quanto riguarda la fermentazione lo schema è quello classico delle birre americane per ottenere una buona attenuazione e il profilo più neutro possibile.
AMERICAN STRONG ALE1.0
Original Gravity: 1.059
Final Gravity: 1.011
IBU (Tinseth): 62
Color: 36.5 EBC
Mash
Strike Temp — 56.5 °C
Temperature — 53 °C — 15 min
Temperature — 66 °C — 45 min
Temperature — 78 °C — 10 min
Malts
71.6% — Ireks Pale Ale Malt — Grain — 6 EBC
8.3%— Castle Malting Chateau Special B — Grain — 300 EBC
7.2%— Maris Otter Pale Malt, Maris Otter — Grain — 5.9 EBC
4.3% — Castle Malting Chateau Vienna — Grain — 5.5 EBC
4.3% — Muntons Crystal Malt — Grain — 110 EBC
4.3% — Briess Rice Hulls — Adjunct — 0 EBC
Hops
16 IBU — Summit 17% — Boil — 60 min
15 IBU— Centennial 10% — Boil — 20 min
20 IBU — Summit 17% — Boil — 20 min
5 IBU— Centennial 10% — Boil — 5 min
7 IBU— Summit 17% — Boil — 5 min
2g/l — Centennial 10% — Dry Hop — 3 days
2g/l — Summit 17% — Dry Hop — 3 days
Water Profile
Ca+2
136
Mg+2
15
Na+
17
Cl–
79
SO4-2
143
HCO3–
181
Yeast
1 pkg — Mangrove Jack’s M44 US West Coast Yeast2 pkg — Fermentis US-05 Safale American